frammento 18

Dal diario di VERA

25 Febbraio 2015, ore 23.29

 Mi sento a mio agio a farmi fotografare. Imeneo mi spiega sempre le sue intenzioni, ma sarà soddisfatto solo quando uno scatto, perfetto nella sua immobilità, sarà in grado di raccontare cosa c’è stato prima e cosa ci sarà dopo. Quando l’immobilità e un’apparente morte sembrerà riprodurre del movimento e una parvenza di vita, nella mente di chi guarda.

Mi ha mostrato due dipinti stupendi: un cavallo che sembra correre lungo la riva del mare e, mentre lo guardavo, riuscivo a sentire il profumo del vento. Poi un quadro che ritraeva un albero, ma non riuscivo a capire cosa volesse mostrarmi. Non mi ha trasmesso niente fino a quando non ho intravvisto una piccola Gemma e, grazie a quel dettaglio, tutto l’albero, nella mia mente, è fiorito e, con lui, il paesaggio circostante.

Spero che la mia foto riesca a regalare delle emozioni. In questi mesi abbiamo realizzato molti scatti in situazioni diverse. Abbiamo scattato anche all’esterno, sono state proprio giornate intense.

Ho potuto fare anche alcune richieste a Imeneo. Ne volevo, ad ogni costo, una con la mia più grande passione: le scarpe con il tacco. Ora ce l’ho, insieme alle scarpe più belle che possieda. Spero che, alla fine, la scelta ricada su una delle foto in cui ho messo il mio contributo, attraverso le mie idee.

 

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