frammento 17

Dal diario di VERA

6 Gennaio 2015, ore 22.33

Ho chiesto a Imeneo perché, la prima volta, mi abbia mandata in biblioteca senza che io sapessi dell’esistenza di Orfeo, mi ha risposto che non dovevo essere influenzata dalla situazione. Voleva che fosse un incontro spontaneo, senza condizionamenti. Ci è riuscita.

Lui non doveva sapere del mio interesse nei suoi confronti e non doveva sospettare della mia potenziale pericolosità.

Mi ha detto che, ora, per lui sono come il vischio nel mito di Baldr…

Non sapevo cosa fosse e mi sono documentata e ho scoperto che Baldr, figlio di Odino, era angosciato dai sogni che preannunciavano la sua morte, così suo padre scese nel regno dei morti e ne ebbe la conferma.

La madre di Baldr, Frigg, cercando di scongiurare la morte del figlio, radunò tutto ciò che esiste nel mondo, imponendo un giuramento universale: nessuno avrebbe dovuto recare danno al figlio. A seguito della presunta immortalità di Baldr, gli dei iniziarono a fare un gioco con lui: tutti in cerchio gli lanciavano qualsiasi oggetto, sapendo che nulla avrebbe potuto scalfirlo. Loki, il dio del disordine, non gradiva questa scena che andava ripetendosi ogni giorno, così, con l’inganno riuscì a carpire alla madre di Baldr un’informazione: al vischio non venne richiesto di giurare, perché ritenuto innocuo.

Loki raccolse, quindi, una pianta di vischio e avvicinandosi a Hoor, il fratello di Baldr che era cieco, si propose di aiutarlo a giocare con gli altri dei. Gli diede il vischio, guidò la sua mano nel lancio e Baldr, colpito dal vischio, morì.