frammento 14

NARRATORE

È quasi l’alba e sento il cinguettio dei primi uccelli che iniziano a svegliare chi ancora vorrebbe dormire.

Sto per copiare una pagina che riguarda il Canto, ma il fatto che l’alba sia praticamente sorta mi fa venire in mente un altro passaggio che Vera ha scritto proprio a quest’ora.

Lo cerco e ve lo lascio qui sotto.

 

Dal diario di VERA

8 Febbraio 2015, ore 5.00

Ormai, io e Orfeo siamo usciti insieme diverse volte. Le ore e le notti che passo con lui scorrono veloci e sono piacevoli. Mi piace parlare con lui: è affascinante e bello come il mito lo ha sempre descritto. In più, uscita dopo uscita, lui sembra essere rinato.

Inizio a dispiacermi davvero per quello che sto per fare, ma lui è nato per questo ed io devo stare attenta a non affezionarmi troppo.

È il suo destino, così, almeno, dice Imeneo…

Per lui devo essere come l’acqua di Lete, che fa dimenticare ogni cosa. Certo, non posso fargli dimenticare Euridice, ma la tristezza, forse, sì.

Sembra che ci stia riuscendo e questo è un buon presupposto affinché lui si fidi completamente di me.

Se continuerò così, lui si lascerà andare nei miei confronti, s’innamorerà e perderà la testa per me e tutto, allora, sarà compiuto.

Fuori è tutto morto, ma presto arriverà la Primavera.

 

NARRATORE

Potrei condividere molti momenti di Vera e Orfeo insieme, ma so che mi perderei ancora nel raccontarvi questa storia e non devo farlo, non questa volta.

17