frammento 11

Dal diario di VERA

29 Dicembre 2014, ore 07.23

Oggi andrò a consegnare uno dei libri.

Dovrò chiedere all’anziano bibliotecario di poter scendere nella stanza dove lavora Orfeo. Lì sotto, sono conservate anche delle partiture e fingerò di avere bisogno di visionarne una.

Incontrerò ancora Orfeo. Devo convincermi che sia lui. Ho bisogno di credere che sia lui, che tutto questo sia vero. Non bastano la mia bellezza e una foto per fare tutto.

Le parole di Imeneo mi sono risuonate in testa tutta la notte…

“C’è un solo modo per far sì che il ricordo del tuo fascino rimanga immortale. Dovrà essere ricordato come il motivo per il quale vale la pena affrontare l’inferno.

Tutti coloro che sentiranno parlare di te dovranno poterti immaginare. Il tuo ricordo dovrà essere vivo. Questa sarà la tua immortalità.

Solamente una persona è in grado di scendere agli inferi e tornare, solamente lui sarà in grado di cantare quanto ti ha desiderata, desiderata e voluta al punto di affrontare l’inferno. Per il mondo non è altro che una metafora. Tu, invece, farai innamorare l’unico uomo che potrà affrontare davvero l’inferno.

Esercita il tuo fascino su di lui. Non sbagliare e lui verrà a riprenderti…. Avrai la prova di essere desiderata e di avercela fatta. Resterai per sempre nelle note e nelle parole delle sue canzoni e nelle voci di chi canterà le sue gesta. Il tuo ricordo sarà immortale, tu sarai immortale.

Annulla in lui la noia, la consuetudine e fallo tuo. Mostragli la tua parte migliore: l’eleganza, grazie ad Orfeo otterrai ciò che più desideri.

Prima di andare da lui ricordati bene una cosa: farai soffrire colui che proverà per te la più grande delle passioni. Concedersi significa perdere, attenta.

Se dovesse averti, potrebbe stancarsi di te, mentre il tuo scopo è quello di fare tremare le sue corde interne e di fargli cantare il desiderio incompiuto.

Canterà del tuo profumo, ma non potrà mai dire di averti avuta davvero.

La sua immagine di te manterrà vivo il tuo ricordo, più di quanto possa farlo la tua presenza terrena”.

 

Dal diario di VERA

29 Dicembre 2014, ore 21.23

Ho visto nei suoi occhi una strana luce: sembrava quasi che mi stesse aspettando. Sembrava felice quando gli ho detto che sarei tornata ancora per visionare altre partiture, ma non ha parlato molto. In ogni caso mi sono accorta che mi guardava…

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