frammento 8

Dal diario di VERA

23 dicembre 2014, ore 22.18

Non riesco a capacitarmi: è pazza! La fotografa è pazza! Completamente fuori di testa!

Nessuno potrebbe immaginare cosa mi ha detto.

Mi ha proposto di riportare Orfeo negli inferi e di fare in modo, ancora una volta, che si volti. Sono senza parole.

Ammetto che le sue foto sono qualcosa di indescrivibile: un genio assoluto. Forse la pazzia è il prezzo da pagare per avere un dono tanto grande.

Dice anche di potermi concedere l’immortalità! Sostiene che Orfeo è vivo ed è ancora tra noi e che l’ho incontrato in biblioteca l’altro giorno.

Sarebbe l’uomo del magazzino, quello che mi ha consegnato il libro raro.

Orfeo, figlio della musa Calliope e del sovrano tracio Eagro, l’unico ad essere tornato dagli inferi, colui che poteva, con il suo canto, spostare le montagne e domare le bestie feroci… Sarebbe diventato un bibliotecario! Un semidio bibliotecario!

Assurdo… E se, invece, fosse vero? Se lei dicesse la verità?

Dice che potrò riportarlo all’inferno…

 

NARRATORE

A questo punto mi permetto di intervenire. Non vorrei, ma devo farlo.

Mentre Vera chiude la pagina con un interrogativo incerto, a metà tra l’ironico e lo sconcertato, io vi confermo che si tratta veramente di lui.

Si tratta proprio dell’Orfeo mitico, che spinto dalla Speranza decise di scendere negli Inferi per chiedere ad Ade, dio dell’aldilà, di restituirgli la sua amata Euridice morta, secondo un versione del mito, a causa di un morso di serpente.

Grazie al dono della musica, attraverso il canto più dolce che si sia mai udito,

Orfeo riesce a smuovere anche le anime più dure e convince Ade a concedergli questa grazia.

Potrà tornare con Euridice sulla terra, a condizione che lei lo segua e che lui non si volti

fino a quando non saranno usciti dagli inferi.

Lui, però, assalito dalla paura e dal dubbio si gira e la perde per sempre.

È sua la pagina di diario che vi ho regalato nel frammento 4.

6bis

Non posso dirvi come Vera abbia scoperto che fosse davvero lui, posso solo dirvi che

lo ha capito dopo poco tempo. Per ora, vi prego di rimandare gli interrogativi alla fine.

Non dico che dobbiate credermi ciecamente, ma vi invito a sospendere l’incredulità: è l’unico modo per poter continuare.

Dovrete credere a questo e ad altre situazioni che risulteranno impossibili.

Per me, diventerà sempre più difficile, per voi, forse, più interessante.

Proprio a questo punto della storia, mi sono perso più e più volte, nel corso dei vari tentativi. Vorrei provare a fare in modo che i diari dei tre personaggi si fondano e diano vita a un racconto che ho trovato così interessante, da spingermi a pensare che potrebbe esserlo anche per voi. Vi riporto, di seguito, la continuazione della pagina di Vera, nella quale scoprirete anche il nome della fotografa.

 

VERA ( continuazione)

Sembrerebbe che, nel periodo che noi definiamo antichità e che concepiamo così lontano nel tempo, la fotografa avrebbe organizzato il matrimonio tra Orfeo ed Euridice.

Anche Euridice, come me, sarebbe stata interessata all’immortalità e lei le avrebbe proposto ciò che ha proposto a me. Con la sua presenza, la fotografa, simboleggiava l’amore durante i matrimoni. Sia lei che tutti gli invitati sarebbero stati pagati da Euridice per recitare una parte ai danni di Orfeo.

Oltre al matrimonio avrebbe organizzato anche la morte di Euridice.

Una volta tornato dagli inferi, Orfeo, affranto per avere perso per sempre la sua amata, avrebbe chiesto di essere mandato nel futuro, per potere fuggire il più lontano possibile dal suo dolore. Vivrebbe nel nostro tempo da dieci anni.

Sembra veramente un racconto folle e lei una povera pazza.

Da quello che racconta doveva essere un uomo. Ha seguito Orfeo e per non farsi riconoscere ha chiesto – ma a chi? – di potere assumere le sembianze di una donna. Sono confusa, non riesco a mettere a fuoco la situazione.

In ogni caso, tornerò da lei. Voglio che sia lei a fotografarmi; è troppo brava per rinunciarci.

E poi, in fondo, sono anche curiosa di sapere cosa mi racconterà ancora. Fingerò di crederle…

 

NARRATORE

Il destino, a volte, è proprio crudele.

Orfeo, per cercare di dimenticare Euridice, si fa mandare nel futuro convinto di essersi allontanato definitivamente da quel terribile episodio. Scopre che il suo nome è rimasto vivo nel tempo e che ha ispirato molti artisti.

Esistono musiche che raccontano la loro storia, quadri che li raffigurano e libri che narrano il suo fallimento oltre a dire quanto lei fosse bella.

Ora, è destinato a prendersi cura della sua storia, quella storia che voleva fortemente dimenticare, conservando la preziosissima collezione di testi della biblioteca.

11